Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query Jack Nitzsche. Ordina per data Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query Jack Nitzsche. Ordina per data Mostra tutti i post

Noi siamo le colonne

Le migliori melodie da film di tutti i tempi.

The grand duel | Louis Enrique Bacalov
(Kill Bill, 2003)
Dal film Kill Bill: Volume 1 del 2003 diretto da Quentin Tarantino.

Theme from Schindler’s list | John Williams
(Schindler’s list, 1993)
Dal film La lista di Schindler del 1993 diretto da Steven Spielberg, dedicato al tema della Shoah.

Closing Theme | Jack Nitzsche
(One flew over the cuckoo's nest, OST; 1975)
Dal film Qualcuno volò sul nido del cuculo del 1975 diretto da Miloš Forman.

TITOLO | Michael Nyman
(The Piano: music from the motion picture, 1993)
Dal film Lezioni di piano del 1993 diretto da Jane Campion.

25th hour finale | Terence Blanchard
(25th Hour, OST, 2002
Dal film La 25ª ora del 2002, diretto da Spike Lee

Morning passages | Philip Glass
(The Hours, OST, 2002)
Dal film The hours del 2002 diretto da Stephen Daldry.

Taxidi | Eleni Karaindrou
(Taxidi sta Kithira, 1984)
Dal film Viaggio a Citera del 1984 diretto da Theo Angelopoulos.

AA. Epilogue and hymn | George Winston
(Country, OST, 1984)
Dal film Country del 1984 diretto da Richard Pearce.

The final game | Randy Newman
(The Natural, 1984)
Dal film Il migliore del 1984 diretto da Barry Levinson.

The wings | Gustavo Santaolalla
(Brokeback Mountain, OST, 2005)
Dal film Brokeback mountain del 2005 diretto da Ang Lee.

Theme | Jon Brion
(Eternal sunshine of the spotless mind, 2004)
Dal film Se mi lasci ti cancello del 2004 diretto da Michel Gondry.

Twin Peaks theme | Angelo Badalamenti
(Twin Peaks, OST, 1990)
Dalla serie televisiva I segreti di Twin Peaks (Twin Peaks) del 1990 ideata da David Lynch.

Body double | Pino Donaggio
(Body double, OST, 1984)
Dal film Omicidio a luci rosse del 1984 diretto da Brian de Palma.

BB. Pittsburgh 1901 (Theme from Mrs. Soffel) | Mark Isham
(Mrs. Soffel, OST, 1984
Dal film Fuga d’inverno del 1984 diretto da Gillian Armstrong.

Love theme | Miklos Rozsa
(Spellbound, OST, 1945
Dal film Io ti salverò del 1945 diretto da Alfred Hitchcock.

End title | Nino Rota
(The Godfather Part II, OST, 1974
Dal film Il padrino parte II del 1974 diretto da Francis Ford Coppola.

Heaven’s gate waltz | David Mansfield
(Heaven's gate, OST, 1980)
Dal film I cancelli del cielo del 1980 diretto da Michael Cimino.

Prelude and rooftop | Bernard Herrmann
(Vertigo, OST, 1958
Dal film La donna che visse due volte del 1958 diretto da Alfred Hitchcock.

Close cover | Wim Mertens
(The belly of an architect, 1987)
Dal film Il ventre dell’architetto del 1987 diretto da Peter Greenaway.

Love theme | Jon Vangelis
(Blade runner, OST, 1982)
Dal film Blade runner del 1982 diretto da Ridley Scott.

Giù la testa | Ennio Morricone
(Giù la testa, OST, 1971)
Dal film Giù la testa del 1971 diretto da Sergio Leone.

25 dollars worth | James Newton Howard
(Michael Clayton, OST, 2007)
Dal film Michael Clayton del 2007 diretto da Tony Gilroy.

Lux Aeterna | Clint Mansell
(Requiem for a Dream, OST, 2000)
Dal film Requiem for a Dream del 2000 diretto da Darren Aronofsky.

Comptine d'un autre été: l'apres midi | Yann Tiersen
(Le fabuleux destin d'Amélie Poulain, OST, 2001)
Dal film Il favoloso mondo di Amélie del 2001 diretto da Jean-Pierre Jeunet.

Truman sleeps | Philip Glass
(The Truman Show, OST, 1998)
Dal film The Truman Show del 1998 diretto da Peter Weir.

American beauty | Thomas Newman
(American beauty, OST, 1999)
Dal film American beauty del 1999 diretto da Sam Mendes.

Playlist

Tom Petty

(1950-2017, Gainesville, Florida, USA)

Adorato rocker americano della generazione di mezzo, da ragazzo vide Elvis che era venuto a girare un film vicino alla sua città e decise cosa voleva fare da grande. La maggior parte dei dischi li ha fatti con la fedele band degli Heartbreakers, ma ha anche partecipato alla rimpatriata di vecchie glorie (Bob Dylan, George Harrison, Jeff Lynne e Roy Orbison) sotto il nome di Traveling Wilburys. Fuori dall’America è conosciuto vagamente, per alcune cose rilanciate in video nel periodo della prima MTV.

I need to know
(You’re gonna get it!, 1978)
Va come una lippa – “I-need-to-know! I-need-to-know!” –, che al primo ascolto veniva il sospetto di aver sbagliato i giri del piatto (ora non c’è più il rischio). Il testo risale al frequente caso tematico del “mi dicono che te ne vuoi andare”: ma com’è che quando lei se ne vuole andare lo dice sempre a qualcun altro (che poi spiffera)?

Refugee
(Damn the torpedoes, 1979)
Rocchetto di organo elettrico, su un amore andato male ma bisogna farsene una ragione, sono cose che capitano: “you don’t have to live like a refugee”.

You got lucky
(Long after dark, 1982)
Brrrr, che spavento: un disco di Tom Petty con le tastiere elettroniche. I fans si fecero venire un colpo, gli altri si godettero una gran canzone: “remember, good love is hard to find”. Vai, vai pure. Vai pure. Ma ricordati, bellezza: sei stata fortunata, a incontrarmi. L’assolo di chitarra voleva somigliare a certi western di Sergio Leone.

Don’t come around here no more
(Southern accents, 1985)
“Non farti vedere più in giro”: ballata inquietante e psichedelica, anomala nella costruzione della strofa e del refrain (qual è una e qual è l’altro?). Quello che suona il sitar è Dave Stewart degli Eurythmics. C’è un gran cambio di ritmo nel finale, che sembrano arrivati i Police. Secondo la leggenda Petty era sempre scontento del risultato delle registrazioni e si fratturò una mano dando un pugno nel muro.

Needles and pins
(Pack up the plantation, 1986)
Ballatona dal suono country che dal 1963 in poi era stata cantata da molti altri (l’avevano scritta Jack Nitzsche, che poi sarebbe diventato un grande produttore e autore di colonne sonore, e Sonny Bono, quello di Cher). Tom Petty e Stevie Nicks la fecero assieme dal vivo con gran passione, e poi uscì come singolo.

Runaway trains
(Let me up (I had enough), 1987)
Lui se n’è andato e l’ha lasciata da sola. Adesso spera di dimenticarsela. Lei gli ha detto che lo capiva, che è abituata a restar sola, e che è molto più forte di quello che lui pensi. Insomma, viene un sospetto, su chi abbia aperto la porta, dei due.

Into the great wide open
(Into the great wide open, 1991)
Un raccontino di ascesa alla celebrità rock, prodotto da Jeff Lynne dell’Electric Light Orchestra, e si sente. Nel video c’erano Johnny Depp e Faye Dunaway.

Something in the air
(Greatest hits, 1993)
“Sta arrivando la rivoluzione, ed è giusta”. “Something in the air” era un classico dei Thunderclap Newman (la band “laterale” di Pete Townshend) usato nel film del 1969 The magic christian, con Peter Sellers e Ringo Starr, e poi in Fragole e sangue (anni dopo, ancora in Almost famous).

Hard on me
(Wildflowers, 1994)
“Hard on me” è una ballata con un bell’andamento soul, e una specie di preghiera al Signore che non gli complichi la vita e non gli chieda troppo, perché la sua pazienza è umana e tutto ciò di cui ha bisogno è solo un amico che gli metta un braccio intorno alle spalle.

Wake up time
(Wildflowers, 1994)
Canzone conclusiva, di pianoforte (e archi arrangiati da Michael Kamen, divo delle colonne sonore hollywoodiane). Sul momento in cui bisogna svegliarsi, e aprire gli occhi.


Brani citati
Top 10 Spotify
This is ...
Radio

Dammi solo un minuto e mezzo

Una playlist molto corta: tutte le canzoni - bellissime - sono sotto i novanta secondi.

Not for sale | Coco Rosie
(La maison de mon rêve, 2004)
Due sorelle americane, mezze Cherokee, trasferite a Parigi per questo disco e poi rientrate a Brooklyn: Bianca e Sierra Casady. Il disco lo fecero per scherzo, con strani suoni e nenie infantili, e diventò di culto: “You can leave me on the corner where you found me, I’m not for sale anymore”. Finita.

Guide vocal | Genesis
(Duke, 1980)br> Un minuto e venti stupendi, scritti da Tony Banks. “Io sono quello che vi ha guidato fin qui: tutto quello che sapete e tutto quello che temete. Nessuno deve conoscere il mio nome, perché nessuno capirebbe: e voi uccidete quello di cui avete paura. Vi ho chiamato perché devo andare, adesso siete da soli, fino alla fine. C’era una scelta, ma ormai è perduta. Ve l’avevo detto che non avreste capito, prendete le vostre cose, e siate dannati”. Il tema è ripreso con tutt’altro ritmo e arrangiamento (come altre melodie del disco) nella consuntiva “Duke’s travels”: gran parte del disco Duke è una specie di concept – con legami e relazioni interne – anche se il concept non è chiarissimo.

New obsession | Silent League
(The orchestra, sadly, has refused, 2004)
“When I listen to the radio...”. I Silent league sono quello che nel settore viene chiamato “side project”: una band formata da gente che ha altro da fare, di solito, con altre bands. C’è qualcuno dei Mercury Rev, qualcuno degli Interpol, e altri di gruppi ancora meno noti; e fanno base a Brooklyn. Il loro primo disco aveva un bel titolo – The orchestra, sadly, has refused – e mescolava prodigi pop beatlesiani a orchestrazioni da camera.

Stop | Pink Floyd
(The wall, 1979)
Siamo alla resa dei conti, alla fine di The wall.

Till the morning comes | Neil Young
(After the gold rush, 1970)
“Sto solo aspettando che arrivi il mattino, parapapà-papà”. Il pianoforte lo suona Jack Nitzsche, autore tra l’altro della colonna sonora di Qualcuno volò sul nido del cuculo.

I don’t want to play football | Belle and Sebastian
(Storytelling, 2002)
“Non voglio giocare a calcio. Non capisco le regole del gioco. Non voglio giocare a calcio. Non capisco che gusto ci sia a correre, tirare, parare, prendere ordini da un cretino, grattarsi le palle sudate, prendere botte da gente che non conosco. Tesoro, preferisco altri giochi: le ragazze sanno giocare bene quanto i maschi”. Il tutto in meno di un minuto di canzone.

Walkaways | Counting Crows
(Recovering the satellites, 1996)
“Devo correre via, disse”. Appena un minuto e dodici, perfetti, voce e chitarra. “Un giorno o l’altro mi fermo, ma non oggi”.

Tea for the tillerman | Cat Stevens
(Tea for the tillerman, 1970)
“Mentre i peccatori peccano, i bambini giocano” è un verso di diplomazia salomonica e gran rispetto per la convivenza.

White car | Yes
(Drama, 1980)
Prima di venire assunti negli Yes, Trevor Horn e Geoff Downes erano stati i Buggles, e avevano rovesciato il mondo con "Video killed the radio stars”. Ignote al mondo, esistono alcune altre canzoni dei Buggles: una si chiama “Elstree” e malgrado l’arrangiamento kitschissimo ha un refrain fantastico. Da questa o quella costola di altre cose dei Buggles vennero poi due pezzi registrati dagli Yes in Drama (l’abbozzo delle altre tracce risaliva ancora ai tempi di Jon Anderson): la lunga “Into the lens” e la brevissima “White car”, che faceva da introduzione a “Does it really happen?”.

Bookends theme | Simon and Garfunkel
(Bookends, 1968)
Time it was, and what a time it was...

La dernière minute | Carla Bruni
(Quelqu’un m’a dit, 2003)
Il bel disco di Carla Bruni del 2003 si chiudeva con una trovata spiritosa e poetica insieme: la richiesta a chi ascolta di “un ultimo minuto”, che dura un minuto esatto, scandita dal ticchettio di un metronomo. «È il metronomo di mio padre. L’idea viene dalla storia di quella contessa parigina a cui durante il Terrore fu chiesto se aveva un ultimo desiderio prima della ghigliottina, e lei rispose “ancora un minuto, signor boia”».

Bang | Frankie Goes to Hollywood
(Welcome to the pleasuredome, 1984)
È solo il minuto di celestiale cascata di campanelli (roba di tastiere elettroniche) che chiude il sipario di Welcome to the pleasuredome. Fu ripresa dalla chiusa di “Ferry cross the Mersey” e ci fu aggiunta la battuta: “Frankie says: no more”.

Playlist


Brani citati