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Goodbye

Le canzoni danno un milione di spunti per suggerirci le parole per dire addio, o arrivederci. Le scuole di pensiero sono due, quando copiate queste frasi in fondo a quella lettera melodrammatica che sapete: citare la fonte, o no. Vedete voi.

Goodbye is all we have | Alison Krauss
(Lonely tuns both ways, 2004)
Goodbye is all we have.

Everytime we say goodbye | Ella Fitzgerald
(Ella Fitzgerald sings the Cole Porter songbook, 1956)
Everytime we say goodbye, I die a little.
Nella discografia di Ella Fitzgerald occupa uno spazio rilevantissimo la serie dei Songbooks, gli album dedicati interamente all’interpretazione degli standards di un grande autore americano. Il più riuscito è quello in cui lei canta le canzoni di Cole Porter, anche per merito di Cole Porter. Quando fu inciso, Cole Porter era ancora vivo, e lo ascoltò. Lui commentò: «Ehi, questa ragazza ha una dizione perfetta!». "Everytime we say goodbye" è la sua più bella canzone d’amore. A parte le molte versioni jazz, l’hanno cantata i Simply Red e Annie Lennox che, complice un’elegantissimo arrangiamento di pianoforte e fisarmonica, ne fece una versione bellissima (AA.).

Seconds | U2
(War, 1983)
It takes a second to say goodbye, say goodbye.

Goodbye | Tracy Chapman
(Let it rain, 2002)
It’s all in the one word that stops and steals the time. Goodbye.
Stupenda e cullante analisi semantica di una parola, di quel che significa per te, di quel che significa per me, “una parola che ferma il tempo e se lo porta via”: goodbye.
Though you’ve tried to be kind
It’s all in the words from the lips that once touched mine with a sigh. Goodbye.

Reason is treason | Kasabian
(Kasabian, 2004)
Here comes the morning that’ll say goodbye.

Back around | Ani DiFranco
(Puddle dive, 1993)
Just kiss my cheek and say goodbye, I never really go anywhere anyway.

Say goodbye | Fleetwood Mac
(Say you will, 2003)
Once you said goodbye to me, yeah, now I say goodbye to you.
Chi la fa la aspetti!

BB. Goodbye | Mark Eitzel
(Caught in a trap and I can’t back out ‘cause I love you too much, baby, 1998)
I’m tired to the bone, of always telling you goodbye.
Ballata triste, con tutta la chitarra e tutta la voce di Eitzel: il quale, in mezzo a piccole cose che continuano a fare come se niente fosse, racconta di essere stanco di dirsi addio.

Goodbye cruel world | Pink Floyd
(The wall, 1979)
Goodbye cruel world, I’m leaving you today. Goodbye, goodbye, goodbye.

Visions of angels | Genesis
(Trespass, 1970)
Visions of angels all around, dance in the sky, leaving me here, forever goodbye.

Black and blue | Counting Crows
(Hard candy, 2002)
I’m sorry everyone, I’m tired of feeling nothing, goodbye.
C’è quel momento, quando dice “to fall down on your knees” che può essere meravigliosamente commovente o meravigliosamente tragico, a seconda se capite subito le parole o no.

We said hello goodbye | Phil Collins
(No jacket required, 1985)
Turn your head and don’t look back. Set your sails for a new horizon. Don’t turn around don’t look down.

Till the next goodbye | The Rolling Stones
(It’s only rock’n’roll, 1974)
Till the next time we say goodbye, I’ll be thinking of you.

Man of the hour | Pearl Jam
(Big fish, 2003)
I feel that this is just goodbye for now.
Fu incisa per la colonna sonora di Big Fish, il film di Tim Burton, e poi inserita in una raccolta dei Pearl Jam, Rearview Mirror. “L’uomo del momento” è il padre a cui il protagonista della canzone dice addio (c’è un altro famosissimo man of the hour nella storia del rock, in Family snapshot di Peter Gabriel). In concerto, Eddie Vedder di solito la dedica a Johnny Ramone, alla memoria.

Hey, that’s no way to say goodbye | Leonard Cohen
(Songs of Leonard Cohen, 1968))
Hey, that’s no way to say goodbye.
“Hey, non c'è modo di dire addio”

Goodbye | Alicia Keys
(Songs in A Minor, 2001)
So how do you find the words to say to say goodbye if your heart don’t have the heart to say to say goodbye?
Ovvero: “Come le trovi le parole per dire addio, se il tuo cuore non ha cuore di dire addio?”. Quasi uno scioglilingua.

& Say hello, wave goodbye (7" & 12" versions) | Soft Cell
(Non stop erotic cabaret, 1981)
Take your hands off me. I don’t belong to you, you see. Take a look at my face for the last time. I never knew you, you never knew me. Say hello goodbye. Say hello wave goodbye.

Say hello, wave goodbye | David Gray
(White ladder, 1999)
Era giá una stupenda canzone dei Soft Cell, a cui mancava di essere sottratta alla patina melodrammatica e un po’ kitsch propria degli arrangiamenti di quel tempo. Ci pensó David Gray. La rese acustica, solo lui, la chitarra e una base quasi trasparente, e la tiró in lungo per nove minuti. Il testo è stupendo, monologo di una storia borderline nata male e finita male, e dell’orgoglio di chiuderla.
Quanto a me, beh, troveró qualcuno che non si venda per poco. Una casalinga carina che mi offra una vita tranquilla e senza idee strane in testa.

Goodbye my love, goodbye | Demis Roussos
(Forever and ever, 1973)
Goodbye my love goodbye, goodbye and au revoir, as long as you remember me I’ll never be too far.

Bye bye love | The Everly Brothers
(singolo, 1957)
Bye bye love, bye bye happiness. Hello loneliness. I think I’m-a gonna cry.

Goodbye my lover | James Blunt
(Back to Bedlam, 2005)
Goodbye my lover, goodbye my friend, you have been the one, you have been the one for me.

Someone said goodbye | Enya
(Amarantine, 2005)
Give me a reason why you never want to say goodbye.
Summer. When the day is over there’s a heart a little colder; Someone said goodbye, but you don’t know why.

Sweetest goodbye | Maroon 5
(Songs about Jane, 2008)
Give me the sweetest goodbye that I ever did receive.

Time to say goodbye (Con te partirò) | Sarah Brightman & Andrea Bocelli
(Fly, 1995)
It’s time to say goodbye.

Song to say goodbye | Placebo
(Meds, 2005)
It’s a song to say goodbye.

Goodbye baby | Fleetwood Mac
(Say you will, 2003)
Goodbye baby. I hope your heart’s not broken. Don’t forget me.

Goodbye to love | American Music Club
(If I were a Carpenter, 1994)
I’d say goodbye to love. There are no tomorrows for this heart of mine.
La canzone era dei Carpenters, ma nel momento in cui Eitzel canta “but now this is my song”, il verso significa esattamente quello che dice. Stupenda e dolceamara nel raccontare la disillusione su un ritmo allegro, parla dell’addio ai travagli sentimentali e alla sofferenza amorosa: “loneliness and empty days will be my only friend”.

Last goodbye | Jeff Buckley
(Grace, 1994)
This is our last goodbye. I hate to feel the love between us dieb but it’s over.
Nel disordine sofferto e trascinato delle canzoni di Grace, "Last goodbye" è quasi convenzionale e ammodino, con un robusto giro di basso e una chitarra promettente: ha una sua compiutezza e vivacità, pur raccontando un amore finito.

Hello, goodbye | The Beatles
(Magical mystery tour, 1967)
I don’t know why you say goodbye, I say hello.

Insieme a te non ci sto più | Caterina Caselli
(singolo, 1968)
Arrivederci amore ciao, le nubi sono già più in là... finisce qua-a-a-a.
Questa è la versione ricantata dalla Caselli nel 2006 per il film Arrivederci amore ciao di Michele Soavi.

Ciao amore, ciao | Luigi Tenco
(singolo, 1967)
Ciao amore, ciao amore ciao.

Arrivederci a questa sera | Lucio Battisti
(Una giornata uggiosa, 1980)
Arrivederci a questa sera. Almeno spero di rivederti. Quello che hai detto l'ho già scordato. Mi piacerebbe che anche tu.

Arrivederci | Chiara Civello
(Canzoni, 2014)
Arrivederci, esco dalla tua vita, salutiamoci. Arrivederci, questo sarà l'addio, ma non pensiamoci. Con una stretta di mano da buoni amici sinceri ci sorridiamo per dirci: arrivederci.
Famoso brano del 1959 diUmberto Bindi, qui nella cover di Chiara Civello.

Goodbye kiss | Kasabian
(Velociraptor!, 2011)
I hope someday that we will meet again.
«Non avevo mai scritto una canzone così prima d'ora. Da molto tempo avevo quella bella melodia nel cassetto e non sapevo cosa farne. Ha un feeling alla Phil Spector, o alla Burt Bacharach. Parla di una storia d'amore autodistruttiva: di quelle che per un po' vanno bene, ma che si sa che non potrà durare se non si vuole che qualcuno faccia una brutta fine. È una canzone da cantare a tarda notte, abbracciato ai tuoi amici.»

Goodbye stranger | Supertramp
(Breakfast in America, 1979)
Goodbye stranger it's been nice. Hope you find your paradise. Tried to see your point of view. Hope your dreams will all come true.
Breakfast in America vendette montagne di copie ed è uno dei bestsellers più impeccabili di quegli anni. Alla fine, le due canzoni più note – “Breakfast in America” e “The logical song” – sono quelle che mostrano più la corda degli ascolti straripetuti. All’altro singolo assai sdolcinato, “Goodbye stranger”, invece si resta affezionati, con quel ritornello da Bee Gees incollato addosso.

Too good at goodbyes | Sam Smith
(The thrill of it all, 2017)
I'm way to good at goodbyes.
C'è chi è un esperto ...

Goodbyes | Post Malone ft Young Thug
(Hollywood's bleeding, 2019)
I'm no good at goodbyes.
... e chi no.

Never can say goodbye | Gloria Gaynor
(Never can say goodbye, 1975)
I never can say goodbye...no,no,no. I keep thinkin' that our problems soon are all gonna work out.
Brano originariamente dei Jackson 5, che la Gaynor rifece 4 anni con un arrangiamento disco più consono al suo stile.

Bigmouth strikes again | The Smiths
(The queen is dead, 1986)
Goodbye, and thank you. Goodbye.

Rivederci e grazie | Amedeo Minghi
(La vita mia, 1989)
Arrivederci e grazie.

Playlist


Brani citati


Altri brani, non su Spotify

AA. Everytime we say goodbye | Annie Lennox


BB. Goodbye | Mark Eitzel

Sing Sing

Cantare del piacere di cantare.

Sing | Travis
(The invisible band, 2001)
“For the love you bring, won’t mean a thing, unless you sing”. Non date mai retta a quelle zie che vi dicono “chi canta a tavola e fischia a letto è un matto perfetto”: sono vecchie zitelle stonate. I Travis sono di Glasgow, invece.

Sing | The Dresden Dolls
(Yes, Virginia, 2006)
I Dresden Dolls sono due, di Boston: lei canta e suona il piano, lui suona la batteria e quel che capita. Qui cantano delle virtù liberatorie del cantare, in un mondo che non ci vuole più: “c’è questa cosa che è come scopare, solo che non scopi. Una volta si faceva e basta: adesso tutta la storia del mondo sta sparendo. Ma c’è questa cosa che è come parlare solo che non parli.”.
You sing. You sing.
“Comunque la pensiate, noi ve l’abbiamo detto. E un giorno canterete, stronzi”.

Io canto | Riccardo Cocciante
(...E io canto, 1979)
Le mani in tasca, canto.

Singin’ in the rain | John Martyn
(Bless the weather, 1971)
Nella versione con i pizzichi sulla chitarra di un grande cantautore britannico.

Sing a song | Earth, Wind & Fire
(Gratitude, 1975)
“Quando ti senti giù, canta una canzone, e tutto andrà meglio”. Certo, dipende dalla canzone.

Sing for joy | Frank Black
(Honeycomb, 2005)
Anche Frank Black è di Boston, ma ha una carriera molto più lunga e illustre dei Dresden Dolls. Prima con i Pixies, poi da solo (un disco molto bello in particolare, Honeycomb). In “Sing for joy” la formula è usata con qualche sarcasmo, in mezzo a tragedie tremende, ma fate finta di niente, e canticchiate: “sing for joy...”.

Sing | Blur
(Leisure, 1991)
Canzone dalla storia agitata. Fu ripescata dal periodo pre-Blur della band, messa dentro al primo disco dei Blur – ignorato fuori dalla Gran Bretagna – e uscì come b-side del primo singolo. E quando ripubblicarono l’LP negli Stati Uniti, la tolsero. Poi ricomparve nella colonna sonora di Trainspotting. Se lo meritava, perché benché non succeda praticamente niente per cinque minuti scanditi da un pianoforte incessante e tramviario, ha un feeling particolare e arioso, ottima scelta per una colonna sonora.

I’ve got to sing my song | Oleta Adams
(Circle of one, 1990)
I Tears for fears vinsero Oleta e la sua voce alla lotteria, sentendola cantare in un bar di Kansas City, e se la portarono a casa a cantare con loro. Nel suo primo disco da sola, insieme a un’altra canzone bellissima – “Get here” – c’era “I’ve got to sing my song”.

Sing our own song | UB40
(Rat in the kitchen, 1986)
Canzoncina contro l’apartheid, ma troppo leggerina per il confronto con “Biko” e troppo prevedibile (“we fight for the right to be free”) per il confronto con la formidabile “Free Nelson Mandela” degli Specials.
Song sung blue | Neil Diamond
(Moods, 1972)
Gran successo di Neil Diamond, ispirato dal Secondo movimento del Concerto per piano #21 di Mozart.
Of thee I sing | Ella Fitzgerald
(Ella Fitzgerald sings the George and Ira Gershwin songbook Vol. 2, 1959)
Of thee I sing fu il primo musical a vincere un premio Pulitzer. Le canzoni erano dei fratelli Gershwin. Racconta di una campagna elettorale presidenziale la cui piattaforma politica è l’amore. “Thee” è la declinazione accusativa di “thou”, termine arcaico e poetico per “you”, seconda persona singolare.
Playlist


Brani citati